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Caduta dei capelli nella donna


Scritto da dott. Antonio Soverina

 

La caduta dei capelli non è una problematica che affligge solo il genere maschile ma è in costante aumento anche nel sesso femminile, presentandosi molto più frequentemente di quanto si possa pensare.

 

I capelli nella donna

Nella donna i capelli sono considerati simbolo di fertilità, salute e bellezza e quindi di attrattività. La capigliatura ci fornisce informazioni sulla persona, sulla cultura e sulla società in cui vive e ogni scelta legata ai capelli rappresenta qualcosa che, consciamente od inconsciamente, ci vuole essere comunicata.

Pensiamo solo all’importanza del colore. Chi ha i capelli biondi risulta più appariscente; i capelli rossi sono ritenuti simbolo di creatività, originalità e fermezza di carattere; chi ha i capelli scuri viene considerato responsabile e diligente; i capelli bianchi sono invece simbolo di saggezza e maturità. Pensiamo poi al linguaggio del pelo degli animali. Molti mammiferi hanno la capacità di contrarre i muscoli pilo-erettori per gonfiare la pelliccia e mostrare così la loro aggressività. Lo stesso tipo di comunicazione è adottato dai guerrieri mohicani, dai punk con la loro cresta o dalle guardie britanniche con il loro caratteristico cappello.

Perdere i capelli, per una donna, vuol dire perdere sicurezza e femminilità e può essere fonte di grande disagio con importanti risvolti sulla sfera psichica e sociale.


 

Le cause della caduta

È bene precisare che, entro certi limiti, la caduta dei capelli è un fenomeno del tutto normale legato al ciclo pilifero. Quando però diventa persistente e rilevante, in particolare in presenza di prurito o dolore al cuoio capelluto, allora vale la pena prestare attenzione.
Prima di ogni altra cosa va considerata la carenza di ferro. Ad esempio in caso di ciclo mestruale abbondante o come conseguenza di un’alimentazione povera di proteine animali come quella vegetariana. Potrebbe anche essere conseguenza dello stress o di disordini ormonali come disfunzioni tiroidee, la menopausa o il periodo post-partum. Particolare importanza assume lo stile di vita. Cattive abitudini, come fumo e alcool, interferiscono negativamente con l’ossigenazione del capello e, aumentando la quota di radicali liberi, causano invecchiamento delle cellule. Anche l’alimentazione ricopre un ruolo di primaria importanza, soprattutto quando si seguono diete drastiche con conseguenti deficit nutrizionali. A volte si tratta di un problema genetico e la manifestazione clinica più comune è l’alopecia androgenetica femminile.


 

La terapia

La prima cosa da fare è quindi individuare la causa della caduta per trovare la soluzione migliore. Spesso si pensa di poter risolvere il problema con lozioni ed integratori miracolosi ma, per scongiurare spiacevoli inconvenienti, talora anche irreversibili, sarebbe bene evitare il fai da te e rivolgersi ad uno specialista che possa individuare esattamente l’origine del problema e suggerirne eventuali cure.
Considerato che i capelli possono rappresentare un sintomo di patologie presenti in altri organi ed apparati, l’approccio terapeutico deve essere mirato e prevede, a seconda del quadro clinico, la somministrazione di farmaci orali, l’applicazione di lozioni sul cuoio capelluto, cure ormonali, fino ai recentissimi trattamenti laser.
Il consiglio principale è di prevenire. Bisogna rivolgersi ad un Medico ai primi segnali di caduta per evitare di perdere i propri capelli. Spesso, infatti, risulta molto più semplice arrestarne la caduta piuttosto che favorirne la ricrescita.


 

Dott. Antonio Soverina

Scienze Tricologiche Mediche e Chirurgiche
Medicina Estetica ed Anti-Age
www.tricologiamedicochirurgica.com

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