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Addio a Dino De Anna

Mercoledi 28 marzo ci ha prematuramente lasciati Dino De Anna, stimato professionista e amico di lunga data.

La Società Italiana di Medicina Estetica lo ricorda con affetto per la sua collaborazione con la Società stessa sin dagli anni 70 quando nel 1978, insieme a Ippolito Donini, incontrò Carlo Alberto Bartoletti e Fulvio Tomaselli in occasione del Congresso Mondiale della Società Internazionale di Linfologia a Firenze.

In particolare ricordiamo la sua adesione al Primo Corso di Base di Medicina Estetica organizzato nel 1986 a Milano dalla SIME, in collaborazione scientifica con le Istituzioni Universitarie e Ospedaliere di Milano di discipline afferenti la Medicina Estetica e di Società Scientifiche quali SICPRE e SICC, a fianco del Ministero della Sanità e del Ministero della Pubblica Istruzione.

Numerose le partecipazioni del Prof. De Anna ai Congressi SIME.

Il Consiglio direttivo della Società Italiana di Medicina Estetica con tutti i soci partecipa al lutto della famiglia per la perdita del caro Dino.

Riportiamo il ricordo di Fulvio Tomaselli:

 

"Dino De Anna, Atleta della vita

 

Non avrei mai voluto scrivere queste parole.

Vi parlo dell’Uomo, del professionista tutti sanno la eccezionale valentia e dedizione nel suo lavoro di straordinario chirurgo e studioso.

Firenze 1978: Congresso Mondiale della Società Internazionale di Linfologia.

Siamo presenti per la prima volta in questo contesto con un poster sulla mesoterapia nei linfedemi affidato a me, e una relazione di Michel Bicheron sul grosso braccio post mastectomia. 

Presidente della sessione Carlo Alberto Bartoletti.

Il prof Tosatti e Cariati di Genova ci avevano voluti credendo in noi.

In prima fila un biondo zazzeruto atletico giovanotto seduto al fianco del suo Direttore: il prof Donini titolare della cattedra di chirurgia dell’Università di Ferrara. Sono all’avanguardia nello studio e trattamento  degli edemi di origine linfatica. Ci ascoltano. Il giovane dà di gomito al suo Maestro e gli dice con la sua erre moscia: Professore questi hanno qualcosa da dire! 

Qualche tempo dopo arriva alla società di Mesoterapia la RICHIESTA di collaborazione, firmata da Dino De Anna il Biondo Atleta.

Atleta di alto livello, così lo definisco perché questo è sempre stato, prima sui campi di rugby, Uomo del fango e della fatica e dello scontro fisico leale, poi nelle sale operatorie di ferrara, Sassari, Udine e nelle Aule del Senato dove sedette per una legislatura, ma il richiamo del suo lavoro fu più forte. 

lo indicai più volte agli allievi della Scuola Internazionale di Medicina Estetica, dove portava il suo corposo contributo scientifico, come una persona normale capace di arrivare ai massimi livelli, forte della sua volontà e capacità. 

Il suo essere Atleta Rugbista nell’anima lo ha portato a mettere il suo imprinting sportivo in tutto quello che ha fatto, è sempre stato il compagno di squadra pronto a sostenerti in ogni occasione.

La parola d’ordine del rugby è SOSTEGNO tutti insieme perché uno possa arrivare un centimetro più avanti.

Dino ha passato la palla, un rugbista non muore…mai"

 Fulvio Tomaselli

 

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Tossina Botulinica e Odontoiatri - rettifica AIFA della Nota AIFA/AAMP/P/12916

La SIME ha aderito a due iniziative, una avviata dal Collegio Italiano delle Società Scientifiche di Medicina Estetica, di cui fa parte insieme a Agorà e SIES, e una avviata dal Sindacato TME, per chiedere chiarimenti in merito alla Nota esplicativa AIFA/AAM/P/12916 relativa alla facoltà di impiego delle specialità medicinali a base di Tossina Botulinica Azzalure, Bocouture e Vistabex da parte dell’Odontoiatria (per approfondire visita la pagina)

Alle iniziative hanno aderito anche le Società Scientifiche SICPRE, AICPE e AITEB.

Questa unione di forze ha portato ad un risultato molto importante per la Medicina Estetica, nella tutela di paziente e professionista, ottenendo la rettifica da parte dell’AIFA con Nota AIFA/AAM/347998/P del 27 marzo 2018.
 
Riportiamo di seguito il contenuto letterale della nota:

in conformità al parere del Consiglio Superiore di Sanità del 15.07.2014, l’odontoiatra può effettuare “terapie con finalità estetica, solo dove queste siano destinate, ai sensi della legge 24 luglio 1985, n. 409, alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti e solo ove contemplate in un protocollo di cura odontoiatrico ampio e completo proposto al paziente, tale da rendere la cura estetica “correlata” e non esclusiva, all’interno iter terapeutico odontoiatrico proposto al paziente medesimo, e comunque limitatamente alla zona labiale. Le terapie attuate non potranno, tuttavia, essere eseguite con l’impiego di dispositivi medici e farmaci immessi in commercio per finalità terapeutiche diverse dalla cura di zone anatomiche che sfuggano alle previsioni dell’art 2 della legge 409/85.

Al riguardo si rappresenta che le indicazioni terapeutiche dei prodotti a base di tossina botulinica a uso estetico (Azzalure, Bocouture, Vistabex) sono invece limitate al terzo superiore del volto

 

Siamo lieti che l’AIFA abbia accolto la nostra richiesta di rettifica ed abbia inserito in una nota ufficiale i principi sanciti dal parere del Consiglio Superiore di Sanità del 15.07.2014 che, ricordiamo, indica per la pratica delle attività di Medicina Estetica da parte dell’Odontoiatra precisi contorni: 

1.    limitatamente all’area anatomica di competenza odontoiatrica (confine labiale come sancito dal parere CSS)  

2.    per trattamenti esclusivamente correlati alle cure odontoiatriche in un protocollo ampio e completo tale da rendere la cura estetica correlata e non esclusiva 

3.    mediante impiego di device e farmaci immessi in commercio per il trattamento dell’area anatomica odontoiatrica

 

Pubblichiamo questa comunicazione al fine di rispondere ai tanti colleghi medici ed odontoiatri che si sono rivolti a noi per chiedere un chiarimento formale in merito alla liceità di impiego da parte dell’odontoiatra della tossina botulinica in ambito estetico, in ragione della confusione generata da corsi di formazione specifica che quindi auspichiamo vengano adeguati alla luce dell’ulteriore conferma formale da parte di un organo istituzionale di quanto indicato dal Consiglio Superiore di Sanità già dal 2015 e da noi sempre sostenuto.

 

Divulghiamo anche ai pazienti questa chiara nota AIFA, viste le numerose richieste di chiarimento che si erano generate a seguito della diffusione da parte dell’ambito odontoiatrico della nota ora, finalmente, rettificata.

 

Leggi la Nota esplicativa AIFA/AAM/P/12916

Leggi la Nota di Rettifica AIFA/AAM/347998/P

Per maggiori informazioni, visita il sito del Collegio delle Società Scientifiche Italiane di Medicina Estetica

Visita il sito web di TME

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Cheratosi palmo-plantare: quando un inestetismo può essere spia di una potenziale morte improvvisa giovanile

Cheratosi palmo-plantare: quando un inestetismo può essere spia di una potenziale morte improvvisa giovanile

La cheratosi può costituire una lesione elementare primitiva (forma traumatica), o presentarsi come cheratosi palmo-plantari (forme congenite), che possono essere definite come: “un gruppo di disordini legati ad una mutazione e/o errata installazione del programma finalizzato alla produzione delle cheratine”. Queste ultime sono proteine essenziali nella costruzione dei “mattoncini” che formano l’epidermide, nella cheratosi palmo-plantare si verifica la perdita della capacità dei singoli mattoncini a “cementare” tra di loro.

Le cheratodermie palmo-plantari di natura ereditaria si possono presentare come patologia isolata oppure far parte di un quadro più complesso, che coinvolge più organi e apparati, come avviene, per esempio, nella malattia di Naxos: condizione clinica che si caratterizza per la contemporanea presenza di cardiopatia aritmogena del ventricolo destro associata ad interessamento cutaneo, di tipo cheratosico, palmo-plantare e capelli ricci e lanosi. 

La Cardiomiopatia Aritmogena del Ventricolo Destro (CAVD) è stata riconosciuta come una delle maggiori condizioni morbose cardiache a rischio di morte improvvisa nei giovani ed è nota per la comparsa di tachiaritmie ad origine dal ventricolo destro, come conseguenza del danno cardiomiocitario, per necrosi o apoptosi, e successiva sostituzione fibro-adiposa. È una malattia eredo-familiare con carattere autosomico-dominante a penetranza incompleta.

In merito a questa patologia un passo importante è stato compiuto nel 1988, anno in cui si è dimostrato il legame tra miocardico e cute, ovvero le similitudini citologiche tra cardiomiociti e cellule epidermiche. La dimostrazione è stata supportata dalla identificazione di sette geni-malattia, che codificano per proteine desmosomiali, le quali proteine hanno una struttura simile nelle giunzioni intercellulari dei cardiomiociti e delle cellule epiteliali epidermiche. 

I geni identificati possono essere suddivisi in tre gruppi distinti:

  1. il gene che codifica per il recettore rianodinico (RyR2)
  2. il gene che codifica per il fattore trasformante  (TGF beta3)
  3. cinque geni che codificano per le proteine desmosomiali:

a) placofillina-2,  b) desmoplakina, c) desmogleina-2, d) desmocollina-2, e) placoglobina.

In sintesi la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, così come la cheratosi palmo-plantare, sono alla base della malattia di Naxos e possono essere considerate “malattie dei desmosomi”, la qual cosa spiegherebbe un percorso etiopatogenetico comune. 

A differenza delle cellule muscolari scheletriche, che si fondono a formare sincizi multinucleati, le cellule epiteliali epidermiche, così come i cardiomiociti, sono cellule mononucleate tenute assieme da strutture specializzate dette dischi intercalari, questi hanno il delicato compito di mediare l’accoppiamento elettro-meccanico e sono formati da tre tipi di connessione cellula-cellula:

  1. Gap junctions (responsabile dell’accoppiamento elettrico);
  2. Adherens junctions (responsabile dell’accoppiamento meccanico);
  3. Desmosomi (responsabili dell’accoppiamento meccanico).

Tutti i riferimenti sin qui considerati, in merito agli elementi che entrano in gioco nel fisiologico meccanismo dell’accoppiamento elettro-meccanico tra cellula e cellula, riguardante i cardiomiociti e le cellule epiteliali epidermiche, sono valsi a ribadire il concetto secondo il quale, ad oggi, la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro così come la cheratosi palmo-plantare, si presentano con un percorso eziopatogenetico comune, di tipo genetico.

La mutazione, composta da due coppie di basi mancanti, è stata mappata sul cromosoma 17q21, gene che codifica per la proteina placoglobina che agisce troncando il C-terminale della placoglobina stessa, con progressivo danneggiamento della funzione dei desmosomi, rendendo tali strutture più vulnerabili allo stress meccanico, il quale provocherebbe il distacco e la morte cellulare. Il danno epidermico e miocardico sarebbe spesso accompagnato da un processo infiammatorio, al quale seguirebbe la riparazione di tipo, prevalentemente, fibro-adiposa. Il rimodellamento delle funzioni gap, con conseguente alterato accoppiamento elettrico, potrebbe essere il primo risultato del difetto, geneticamente determinato, in tema di adesione cellulare. Ciò potrebbe stimolare lo sviluppo di un substrato miocardico altamente aritmogeno.

La malattia di Naxos è stata descritta per la prime volta da Protonotarios et al. nel 1986, in famiglie provenienti dall’isola greca di Naxos.

La tipica triade che la caratterizza è rappresentata da:

- cheratosi palmo-plantare;

- displasia aritmogena del ventricolo destro;

- capelli d’aspetto “ricci e lanosi”.

 

                               

 

 

 

Colpisce maggiormente i maschi con un rapporto 3/1.

Per la diagnosi, a parte le manifestazioni cliniche, ci si avvale di esami non invasivi quali: monitoraggio ECG sec. Holter, test ergometrico, ecocardiocolordoppler, risonanza magnetica nucleare. Spesso, tuttavia, per una corretta stratificazione del rischio si rendono necessari esami invasivi, quali: biopsia miocardica, angiografia ventricolare, studio elettrofisiologico.

Indipendentemente dalla eziologia il trattamento sintomatico delle cheratodermie deve essere il più tempestivo possibile, per ridurre la ipercheratosi che, con la sua tendenza alle ragadi, è causa sia di facili infezioni, batteriche, virali e micotiche, che di difficoltà nell’articolazione delle mani e dei piedi. Si usano, tendenzialmente, preparazioni grasse contenenti potenti cheratolitici (come ad es. le creme all’urea al 20% o al 30%) in occlusione, in modo da facilitare il decapaggio dell’ipercheratosi ammollita. Si passerà poi a formulazioni idratanti, con minor potere cheratolitico, a base ancora di urea (10%) o di acidi alfa-idrossilati (acido lattico, acido pirrolidone-carbossilico) prima del trattamento, ove possibile, eziologicamente specifico. Le creme idratanti possono contenere anche acido salicilico, vitamina D o retinoidi. È indicato, inoltre, l’uso di creme antibiotiche, antisettiche ed in qualche caso tentativi terapeutici con 5-fluorouracile (1%-5%). 

In ogni caso le principali attenzioni devono essere riservate alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Sebbene non vi sia modo, al momento, di curare la displasia aritmogena, le sue manifestazioni aritmiche e funzionali possono essere tenute sotto controllo. In tal senso le terapie disponibili includono: farmaci antiaritmici, ablazione con radiofrequenza, impianto di un defibrillatore automatico, scelta che dipende soprattutto dalla stratificazione del rischio di morte improvvisa.

Dalla genetica nascono e si alimentano le speranze per il futuro, anche  mediante uno screening genetico delle famiglie dei pazienti con gene malato, eventualmente con una semplice biopsia cutanea e non endocardica, ed è proprio in questo aspetto che si palesa l’intimo rapporto tra la medicina estetica, primo momento di un iter diagnostico che sarebbe potuto rimanere misconosciuto, e la medicina che si occupa di patologie potenzialmente devastanti.

Se un intervento di medicina estetica, richiesto per la risoluzione di un inestetismo, magari in un adolescente, ci porta a far diagnosi di una cardiopatia potenzialmente letale, vuol dire che il nostro impegno, quali medici estetici, è andato ben oltre il disagio estetico.

Luigi Pasquino M.D.

Specialista in Medicina Aeronautica e Spaziale  - Cardiologo -  Medico Estetico

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Tossina Botulinica e Odontoiatri - nota esplicativa AIFA

Con Nota esplicativa AIFA/AAM/P/12916 del 7 febbraio 2018, l'AIFA ha inserito i medici specializzati in Odontoiatri e gli Odontoiatri tra gli specialisti che possono effettuare trattamenti con Botox e Dysport limitatamente alle indicazioni terapeutiche attualmente approvate per questi prodotti, quali spasmo emifacciale e distonie focali.

 

In questo documento l’Agenzia Italiana del Farmaco stabilisce, inoltre, che la tossina botulinica può essere utilizzata per uso estetico anche da «medici e odontoiatri, purché specializzati nelle “pratiche di utilizzo”».

 

La SIME si sta già muovendo insieme al Collegio delle Società Scientifiche Italiane di Medicina Estetica e alle altre Società Scientifiche (SICPRE, AICPE, AITEB e al Sindacato TME) per chiedere chiarimenti in merito a questa decisione.

 

Leggi la Nota esplicativa AIFA/AAM/P/12916

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