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La Repubblica del 12/07/2016 "Mi faccio il filler allo specchio"

 

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LA REPUBBLICA di oggi a pagina 29 riporta un articolo in cui il Dott. Bartoletti spiega l'importanza di non cedere alla "medicina fai da te" ." I riempitivi ad uso estetico (Filler), non essendo classificati come farmaci ma come dispositivi medici, una volta in farmacia sono probabilmente considerati, dal punto di vista commerciale, alla pari delle siringhe o dei test per il diabete". " In pochi hanno la percezione del rischio " per questo vengono suggerite 5 REGOLE DI SICUREZZA che potrete leggere nell'articolo:

 

"Mi faccio il filler allo specchio"

La Repubblica del 12/07/2016

 

 

 

Il Decalogo per conoscere la Medicina Estetica

A seguito del lancio dell'iniziativa Decalogo per conoscere la Medicina Estetica, molte testate giornalistiche e siti on-line dedicati alla Sanità hanno ripreso e rilanciato la notizia.

Di seguito riportiamo la Rassegna Stampa che riassume i principali link agli articoli fino ad ora pubblicati:

 

Quando la formazione fa la differenza

 

Sempre più medici si occupano di Medicina estetica.
Il dott.Emanuele Bartoletti,presidente della SIME, indica come sono cambiati negli anni i pazienti e le loro richieste e quali sono le priorità per il settore 

 

La Medicina estetica nasce in Italia nel 1975 e aveva inizialmente interessato una élite

Così è rimasta, nonostante un graduale ampliamento del target, fino all’apertura dei primi ambulatori al mondo di Medicina estetica presso l’Ospedale San Giovanni Calibita, Fatebenefratelli a Roma, in collaborazione con la Scuola internazionale di Medicina estetica e con la Società italiana di Medicina estetica. Questo ha permesso, grazie alle tariffe agevolate e alla sicurezza dei trattamenti garantite dall’Ospedale, di allargare notevolmente la forbice degli strati sociali d’interesse della Medi cina estetica. «Da allora l’identikit del paziente che si rivolge al medico estetico è molto cambiato - dichiara Emanuele Bartoletti, presidente della Società italiana di Medicina estetica - è stato recepito il messaggio per cui la Medicina estetica se ben fatta è soprattutto una medicina di prevenzione che deve educare il paziente a gestire e prevenire i danni da invecchiamento generale e cutaneo e solo dopo correggere. Fino ad arrivare al momento in cui le madri portano in visita i figli adolescenti dai medici estetici per avere un inquadramento del proprio tipo di pelle e capire come potersi difendere dall’invecchiamento».

Ha potuto riscontrare delle carenze formative nella preparazione degli specialisti che scelgono di fare di questa disciplina la loro professione e come la Scuola di medicina estetica, di cui è direttore, viene a colmare queste lacune?

«La Medicina estetica è una disciplina medica e come tale in Italia può essere eseguita da chiunque abbia una laurea in Medicina e chirurgia. Per svolgere bene la professione però bisogna avere le competenze adeguate, come per qualsiasi specialità medica. La Medicina estetica ha però un problema di fondo: non è una specializzazione universitaria. La Società italiana di Medicina estetica negli anni si è resa conto di questa mancanza e nell’Anno Accademico 1990-91 ha dato vita, in collaborazione con la Fondazione internazionale Fatebenefratelli, alla prima Scuola di Medicina estetica della durata quadriennale, in modo che la scuola fosse il più possibile assimilabile a una specializzazione universitaria».

Si tratta di una specialità che non conosce crisi.

«Proprio così, mentre la Chirurgia plastica estetica negli ultimi anni ha subito un calo del 30 per cento, la medicina estetica è riuscita a mantenere i suoi numeri. Per questo molti medici si sono buttati in questo campo per cercare di “arrotondare lo stipendio” a fine mese senza però investire in un percorso formativo specifico, aumentando così la percentuale di danni causati perché non in possesso delle giuste competenze. Per limitare questi episodi la Scuola offre ai suoi iscritti la giusta formazione per poter svolgere la professione in maniera completa, cosciente e ragionata, per poter valutare il paziente in maniera corretta secondo i criteri del check-up medico-estetico prima di prendere qualsiasi decisione terapeutica, per saper prevenire, riconoscere e curare tutte le complicanze e per saper dire di no a pazienti che chiedono trattamenti per i quali non hanno indicazione».

In occasione della sua elezione a presidente della Società di medicina estetica ha dichiarato come un obiettivo fondamentale sia ottenere al più presto un riconoscimento del percorso formativo estetico a livello universitario.A che punto siamo in questa “battaglia” e quali le altre più importanti sfide per il settore?

«In questo momento in Italia, purtroppo, un riconoscimento universitario della disciplina ancora non c’è. L’ideale sarebbe avere una medicina estetica come specializzazione universitaria. Ma riuscire a raggiungere questo obiettivo credo sia molto difficile dal momento che la medicina estetica non è riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. Nel frattempo, sarebbe importante ottenere un riconoscimento da parte dello Stato almeno delle Scuole quadriennali di Medicina estetica che forniscono ai colleghi un livello di preparazione superiore a chi non ha seguito questo tipo di percorso». 

Un altro degli obiettivi del suo mandato è rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Come è possibile perseguire questo intento?

«Il medico estetico è considerato al livello di altri specialisti sia per l’utilizzo del consenso informato sia per l’obbligo di mantenere una cartella clinica della persona che ha in cura e di dare al paziente prova dei trattamenti che sono stati su di lui eseguiti, rilasciando quindi riscontro del nome, numero di lotto e data di scadenza del prodotto utilizzato per la terapia eseguita, quindi anche la medicina estetica non può esimersi dal tutelare questo tipo di rapporto. Inoltre il nostro interesse a oggi è rivolto al pubblico perché purtroppo non esiste ancora una legge in Italia che dica che chi pratica la medicina estetica debba aver seguito un percorso formativo specifico. Ci rendiamo tutti, però, conto di quanto invece sia importante una formazione dedicata nella disciplina, proprio perché ci rivolgiamo a pazienti sani che non possono permettersi di diventare pazienti malati dopo essersi sottoposti a trattamenti di medicina estetica. La spinta per il medico estetico a iscriversi a una scuola superiore può venire proprio dai pazienti, che possono scegliere lo specialista proprio in base a questo requisito. Pazienti che sono sani e che non possonoe non devono rischiare di diventare “ammalati” a causa di trattamenti di Medicina estetica mal eseguiti».

La puntata di Report dal titolo “Belli da paura” ha indagato sull’universo della chirurgia e dei trattamenti estetici. Qual è la sua posizione riguardo alla mancanza di regole nel settore che è stato denunciata e alla definizione della medicina estetica come “terra libera”?

«Si fa confusione tra medicina estetica e chirurgia estetica che sono due discipline completamente diverse. La Medicina estetica è una disciplina medica per cui per definizione è meno aggressiva e invasiva della chirurgia estetica. La chirurgia estetica ha come unico punto d’incontro con il paziente il trattamento chirurgico, mentre nella medicina estetica il trattamento medico è solo il punto di arrivo e non di partenza. La chirurgia esaurisce la sua attività all’atto dell’intervento, mentre la medicina si può permettere di accompagnare il paziente nell’arco della vita per aiutarlo a prevenire e istruirlo a gestire il proprio patrimonio biologico. Poi è ovvio che la medicina estetica arriva fino a un certo punto nella correzione dei difetti oltre il quale c’è bisogno della chirurgia. È altrettanto vero che la chirurgia ha necessariamente bisogno della medicina estetica per rifinire e mantenere più a lungo il risultato dell’intervento. Sono quindi due discipline completamente diverse, che possono operare in sinergia ma che non sono alternative l’una all’altra».

L’unica cosa che hanno in comune è che in Italia non è obbligatorio aver seguito una specializzazione o un percorso formativo dedicato.

«Nonostante la chirurgia estetica abbia una sua specializzazione universitaria (chirurgia plastica), così come avviene per la Medicina estetica, che invece ne è sprovvista, in Italia ogni medico ha la possibilità di scegliere se praticare la medicina o la chirurgia estetica in maniera seria o non onesta. Quelli che vogliono svolgere la professione in maniera cosciente si iscrivono a una specializzazione in chirurgia plastica per fare il chirurgo estetico o a una scuola quadriennale di medicina estetica per fare il medico estetico. I meno corretti si buttano nella pratica senza preparazione per il solo piacere di guadagnare - ma non sarà un guadagno a lungo termine - rischiando oltretutto di rovinare la gente anche in maniera definitiva. Questo succede in tutti i campi, un semplice laureato in medicina e chirurgia può ad esempio eseguire un intervento di cardiochirurgia. La “terra libera” non vale solo per la medicina estetica che come possibilità formative, pur se ancora priva di specializzazione universitaria, è ormai assolutamente allineata alle altre discipline, ma è un problema di legislazione italiana».

■ Renata Gualtieri in "Osservatorio sanità e salute," periodico in abbinamento al "Giornale" del dicembre 2015

Intervista con l’Ing. Giacomo Gori

Lo sviluppo imprenditoriale dello studio medico estetico

Ingegner Gori, anche quest’anno nell’ambito del Congresso SIME verranno affrontati temi legati allo sviluppo imprenditoriale dello studio medico estetico?

Ritengo che per la figura professionale del medico estetico, oltre ad essere fondamentale una pratica medica impeccabile, sia necessario sviluppare delle competenze manageriali che gli permettano di gestire al meglio la propria “imprenditorialità”. Affinché questo avvenga nel migliore dei modi è necessario proporre ai medici estetici gli aggiornamenti sulle tendenze del mercato della Medicina Estetica, odierne e future; è proprio in quest’ottica che è stato definito un argomento chiave per la discussione di quest’anno ovvero “Come aumentare la soddisfazione del paziente che si rivolge al medico estetico”. In altre parole questo significa rivolgersi la seguente domanda: oltre ad un trattamento medico effettuato a regola d’arte quali altri strumenti ha il medico a disposizione?”


Un argomento molto interessante, ma come pensa di proporre questa sessione perché sia di massima utilità per il medico?

In primo luogo si è deciso, anche per questa edizione, di coinvolgere alcune delle aziende più rappresentative del settore per un confronto con i medici, in modo tale da poter meglio valutare quali siano gli obiettivi del paziente quando egli ricorre agli interventi di medicina estetica. Infatti, sarà organizzata una tavola rotonda  nella quale si affronteranno apertamente le nuove frontiere legate alle attività, non solo mediche, che possano portare ad una massimizzazione della soddisfazione del paziente. L’ulteriore particolarità di questa Tavola Rotonda risiederà nel fatto che sarà data la possibilità a tutti i medici che lo volessero di inoltrare delle domande che saranno poi rivolte, attraverso una rappresentanza della società SIME nell’ambito della Tavola Rotonda, ai responsabili aziendali. Per porre eventuali domande basterà inviare un commento tramite il portale www.lamedicinaestetica.it al seguente link: http://www.lamedicinaestetica.it/categorie-articoli-argomenti/item/1033-intervista-con-l%E2%80%99ing-giacomo-gori.html. Tutto ciò per favorire il dibattito e la massima interazione nell’ambito della sessione.


Appare dunque, secondo Lei, utile il connubio tra le Società Scientifiche e le aziende …

Secondo me il confronto è estremamente utile e non a caso per quest’anno si è scelta la modalità della Tavola Rotonda che permette un confronto diretto e costruttivo. Sono convinto che la massimizzazione delle opportunità che il settore della Medicina Estetica offre passano sempre di più attraverso una  costruttiva collaborazione tra Medico, Società Scientifiche ed Aziende, le quali, con la loro ricerca e sviluppo, contribuiscono al miglioramento del servizio finale che viene reso al paziente. Un dialogo costruttivo tra i tre soggetti non può che migliorare la percezione del settore nel pubblico e la soddisfazione del paziente finale.

Roma: dal 14 al 17 maggio 2015 il 36° Congresso Nazionale SIME

Roma: dal 14 al 17 maggio 2015  il 36° Congresso Nazionale SIME

Il Congresso SIME sarà l’occasione più importante non solo di confronto e scambio, ma anche di aggiornamento e approfondimento in Medicina Estetica. Visto il successo delle precedenti edizioni, anche quest’anno abbiamo deciso di far precedere il 36° Congresso Nazionale da due Corsi pre-congressuali. Uno sarà dedicato all’utilizzo dei fili riassorbibili, nuova risorsa in Medicina Estetica, oggetto oggi di grande attenzione. Molti successi e qualche dubbio, ma sicuramente una metodica che, per dare buoni risultati, deve essere conosciuta nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, ma soprattutto deve essere correttamente indicata.

Il secondo Corso sarà dedicato ai peeling: credo che si tratti di una metodica (ancora troppo poco utilizzata in Medicina Estetica) dalle moltissime potenzialità per maneggevolezza, affidabilità e per le tante nuove combinazioni cliniche che riescono a esaltarne l’efficacia mantenendo alto il margine di sicurezza. I Corsi avranno luogo giovedì 14 maggio 2015, nella prestigiosa Sede Congressuale usuale, e saranno accreditati ai fini ECM per i Medici Chirurghi. Ricordo poi i Temi centrali del Congresso: la Medicina Estetica per la tutela dell’adolescente, l’aggiornamento su impiego ed utilizzo dei cosmetici, prescritti oggi dal Medico Estetico con lo stesso livello razionale del farmaco, e, fortemente voluta dai colleghi, una tavola rotonda interdisciplinare sull’impiego dell’acido ialuronico, ancora oggi una delle sostanze più trasversali impiegate nella nostra disciplina. Verrà, inoltre, analizzato il ruolo degli antiossidanti in Medicina Estetica, il trattamento dei distretti difficili – volto e corpo – e l’utilizzo dei micro e macronutrienti in epigenetica.

Infine, visto l’evolversi del ruolo del Medico Estetico, ampio spazio verrà dato allo sviluppo imprenditoriale dello Studio Professionale, sempre più simile ad una “piccola azienda”. Grazie a questi temi principali, che verranno approfonditi in focus-on dedicati e tavole rotonde, il nostro Congresso si conferma quale manifestazione al passo coi tempi, in continuo aggiornamento non solo scientifico e tecnologico, ma anche sociale. E rimane la manifestazione con il maggior numero di relazioni e, quindi, con la maggiore possibilità di confronto tra professionisti dediti a questa straordinaria disciplina. Infine, per garantire un programma il più possibile multidisciplinare e completo, ampio spazio verrà dedicato alle Comunicazioni liberamente pervenute alla Segreteria Scientifica. In quest’ottica vi ricordo che è possibile inviare gli abstract relativi ai lavori da presentare alla prossima edizione del Congresso, tramite il nuovo Portale della Medicina Estetica, rinnovato e potenziato per garantire la massima facilità di utilizzo e accesso. Vi invito ad inviare il materiale scientifico al più presto per un ottimale inserimento nelle sessioni scientifiche di pertinenza. (EMANUELE BARTOLETTI)

 

Temi di Medicina Estetica

Nuove proposte in Medicina Estetica
Filler e Peeling
Fili riassorbibili in Medicina Estetica
Chemodenervazione: up to date
Invecchiamento cutaneo: sinergie di biostimolazione fisica e chimica
Laser e tecnologie in Medicina Estetica
Ringiovanimento del volto e tecniche mini-invasive
Medicina Rigenerativa e biomateriali in Medicina Estetica
Medicina Estetica in Dermatologia
Flebologia e Medicina Estetica
Intradermoterapia Distrettuale
PEFS e adiposità localizzate: novità?
Funzionalità ed estetica dei genitali esterni
Tricologia oggi
Nutrizione e Nutrigenomica
Medicina Estetica e aspetti psicologici e psicosociali
Aspetti medico-legali e assicurativi in Medicina Estetica
Chirurgia Plastica Estetica
Medicina Estetica e Chirurgia Plastica Estetica
Medicina Estetica e Odontoiatria
Medicina Estetica nell’uomo
 

Temi di Medicina Anti-Aging

Integrazione prima e dopo gli “anta”
Micro e macronutrienti in epigenetica
Valutazione biochimica dell’Aging: up to date
Bilancio energetico e senescenza
Il tono emozionale nell’Aging
“Ormonopausa” e Perimenopausa
 

Segreteria Scientifica


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Via Monte Zebio, 28 - 00195 Roma 

Tel: +39 06/3217304 - Fax +39 06/97271148 

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