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Martedì, 21 Novembre 2017 18:59

Aggiornamento - Advisory Board Complicanze

Scritto da  Società Italiana di Medicina Estetica (SIME)
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L’Advisory Board sulle complicanze, costituito quest’anno dalla Società Italiana di Medicina Estetica (SIME), in qualità di comitato consultivo, inter-societario complementare all’Ambulatorio delle Complicanze da Filler presso Ospedale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli si è riunito il  giorno 13 ottobre 2017 a Milano con la finalità di discutere i risultati di una survey alla quale sono stati invitati a partecipare più di 5000 operatori del settore.

 

I risultati raccolti su 190 rispondenti hanno evidenziato aspetti molto interessanti nella gestione delle complicanze da dermal filler.

 

Sicuramente è emerso un sempre minor uso di filler permanenti rispetto al passato. In base ai dati raccolti, le complicanze da acido ialuronico rappresentano lo 0,5% (1 paziente su 200) e tra queste la compromissione vascolare, cioè la necrosi, ha un’incidenza bassa.  Sarebbe opportuno approfondire in tema di necrosi quante forme, transitorie e reversibili e quante necrosi conclamate si siano verificate nell’esperienza dei singoli operatori.

 

Dato comune è che nella maggior parte dei casi i pazienti non ricevano elementi completi sul prodotto iniettato.

Le complicanze descritte sono per la maggior parte edemi, granulomi e noduli. Le infezioni sono rappresentate solo nel 9% dei casi.

Per quanto riguarda l’area d’intervento si è rilevato che il cortisone in molti casi viene utilizzato prima dell’antibiotico; solo il 50% dei rispondenti usa le ialuronidasi e tutti le somministrano a dosaggi molto bassi. 

Il board concorda che molti evitano di usare le ialuronidasi e di coloro che le utilizzano, molti si mantengono a dosaggi bassi per il timore di disgregare tutto l’impianto.

 

Una pratica rilevata e sicuramente da correggere è l’impiego di cortisone iniettato da solo o miscelato con ialuronidasi.

 

Tutti i componenti del Board hanno convenuto che un’importanza fondamentale riveste la collaborazione e la conseguente formazione di tutti gli operatori coinvolti nel percorso diagnostico e terapeutico delle complicanze.

 

La fase successiva del progetto prevede un approfondimento proprio della fase diagnostica attraverso una Survey che consentirà di effettuare una fotografia del percorso diagnostico e formulare in maniera esaustiva suggerimenti clinici per gli operatori.

 

 

 

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