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Scuola Internazionale di Medicina Estetica
Inaugurazione dell'Anno Accademico 2007-2008

Domenica 11 novembre, presso la Sala dell’Assunta dell’Ospedale San Giovanni Calibita, Isola Tiberina, si è svolta la cerimonia dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2007-2008 della Scuola Internazionale Fatebenefratelli di Roma.

Il saluto della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli è giunto tramite l’intervento di Fra Rudolf Knopp, vicepresidente della Fondazione Internazionale Fateebenefratelli, che ha dato il suo augurio a coloro che iniziano e concludono il corso di Medicina Estetica, materia che per lui rappresenta una novità ma che ha dichiarato di voler approfondire.
I migliori auspici sono giunti anche dall’Onorevole Dorina Bianchi, vicepresidente della XII Commissione degli Affarti Sociali, che è mancata all’appuntamento per un sopravvenuto impegno imprevisto.

Fra Jesús Etayo Arrondo, Consigliere della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli, ha parlato a nome del Priore Generale, Fra Donatus Forkan, e di tutto il Consiglio Generale dell’Ordine.
«Durante questo atto inaugurale», ha detto, «è prevista la consegna dei diplomi a coloro che hanno completato il ciclo di studi presso la Scuola. Speriamo che l’esperienza che hanno vissuto nella Scuola non costituisca soltanto un’esperienza accademica, ma che sia servita per la loro crescita personale e soprattutto per accrescere la loro vocazione di servizio alle persone che soffrono, i malati, nel campo della specializzazione che hanno scelto.

«La filosofia del nostro Ordine considera come punto centrale della propria missione la persona malata, ma anche i suoi familiari», ha continuato. «Partendo da qui, tutto acquisisce un senso e tutto dev’essere pianificato e realizzato con il fine principale di dare una corretta assistenza integrale ai malati, il che esige un’attenzione di massima qualità, di eccellenza tecnica e umana. Ciò implica in primo luogo una buona professionalità in tutti gli operatori sanitari, e per professionalità intendiamo la capacità di svolgere il proprio lavoro, la responsabilità personale esercitata nell’esercizio lavorativo, così come la deontologia corrispondente. Ovviamente il rispetto e l’umanità, la cura degli aspetti etici con cui ci si accosta alle persone assistite rappresentano una parte costitutiva ed importante della professionalità. In poche parole, per essere buoni professionisti non è sufficiente essere buoni tecnici e conoscere fino alle ultime ricerche pubblicate. Ciò è senz’altro importante, ma senza una sconfinata umanizzazione nell’assistenza ai pazienti, la professionalità rimane orfana.

«L’attenzione ai pazienti», ha sottolineato Fra Etayo, «non può prescindere dalla realtà globale della persona, in tutte le sue dimensioni, che devono essere curate nello stesso modo. Non soffre solo un organo o una parte del corpo, ma è tutta la persona a soffrire, e il dolore fisico si estende alla dimensione psicologica, a quella socio-familiare e a quella etica e spirituale del malato. La Carta d’identità dell’Ordine ribadisce per esempio che «parlare di attenzione integrale implica l’occuparsi e il curare la dimensione spirituale della persona come una realtà essenziale, organicamente correlata con altre dimensioni dell’essere umano» (Carta d’Identità dell’Ordine, 5.1.3.2). Lo stesso possiamo dire dell’etica.

«Siamo in tanti a parlare anche dell’etica nella assistenza, ma è un aspetto troppo importante, ma che non sempre è presente, neanche nel processo della formazione nelle università o altri centri formativi. È veramente un aspetto fondamentale nella formazione dei professionali. Il rispetto della dignità della persona umana, il rispetto della vita umana, la promozione della salute e lotta contro il dolore e la sofferenza sono i principi etici fondamentali che dobbiamo imparare e mettere in pratica. Perciò abbiamo bisogno di avere una grande capacità di riflessione, ascolto e dialogo, al fine di trovare sempre la risposta più adeguata, almeno più ragionevole. Questa è la attitudine propria della bioetica, che dobbiamo imparare per dare una corretta assistenza ai malati, coordinatamente con gli altri professionisti.

«La Medicina Estetica è un settore particolare», ha proseguito Fra Etayo, «che è al servizio della salute delle persone su vari versanti. Per diverse ragioni, le persone che hanno bisogno dell’intervento di questa branca specialistica di solito vivono situazioni difficili ad altri livelli personali, perché non accettano il proprio corpo, oppure quando esistono altri tipi di malattie, o ancora perché vivono malattie che necessitano di cure di tipo estetico ma anche di un adeguato sostegno umano.

«Desidero incoraggiare«, ha concluso Fra Etayo, «tutti gli operatori sanitari professionali che lavorano nel campo della Medicina Estetica, e gli studenti che affrontano questo tipo di studi, affinché non si limitino all’aspetto esteriore, ma siano capaci di leggere in ciò che si vede anche il vissuto di una persona, in pratica che sappiano scorgere la profondità della realtà umana di ogni individuo. In questo senso, la Medicina Estetica ha parecchie possibilità, essendo oggigiorno molto importante nella società in cui viviamo, che dà tanta importanza all’aspetto esteriore, offrendole un servizio veramente utile».

Il dottor Maurizio Ferrante, Direttore Sanitario dell’Ospedale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli, ha sottolineato «che questa ricorrenza ci consente di incontrarci e di vederci e di fare anche il punto su questo aspetto della nostra attività ospedaliera. Io proprio perché la sento come una festa più che come un’occasione accademica voglio portare un contributo semplicemente di riflessione su alcuni aspetti generali. Ebbene, questa è una bella storia, di storie come ne vorremmo vedere più spesso: la storia di un incontro, un incontro tra un’intuizione forse geniale per certi aspetti e un terreno fertile, quello dell’Ordine dei Fatebenefratelli che proprio in questa occasione ha saputo dimostrare un’apertura eccezionale nei confronti di una proposta che all’inizio sicuramente apparve eretica e incontrò enormi difficoltà non soltanto in quello che è il mondo dell’attività professionale ma probabilmente anche in altre sfere perchè parlare di Medicina Estetica dieci anni fa era sicuramente qualcosa che andava controcorrente.

«Proprio in quegli anni abbiamo visto il fiorire delle Medicine alternative e non è un caso: c’era la necessità di rivolgersi a un medico che avesse quella sensibilità perduta, e quell’approccio vicino alla sensibilità ed emotività della persona malata. Parallelamente sono cresciute le due piantine della Medicina Alternativa e della Medicina Estetica che il nostro ospedale ha coltivato».

Il dottor Fulvio Tomaselli, del Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica dell’Ospedale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli all’Isola Tiberina di Roma e coordinatore del progetto di Medicina Estetica in Oncologia, ha presentato la professoressa Vittorina Zagonel, direttore U.O.C. di Oncologia e del Dipartimento di Oncologia della stessa struttura, illustrando la collaborazione, che è già attiva da tre anni su istanza del prof. Carlo Alberto Bartoletti, tra la Medicina Estetica e il Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina.

«Il cancro è una via crucis per tutta la famiglia e non solo per il malato e spetta agli operatori rendere il percorso meno doloroso», ha detto la professoressa Zagonel. «Oggi grazie ai trattamenti integrati multidisciplinari è possibile guarire oltre il 50% dei malati oncologici e in coloro che non guariscono la malattia tende a cronicizzarsi. L’ottica, nei confronti di questi malati è quella di offrire la migliore qualità della vita».

«Dovresti guardare il cancro come l’inizio di una nuova vita: dal momento della sua scoperta nulla sarà più come prima». è proprio partendo da questa considerazione che nel dipartimento Oncologico dell’Isola Tiberina si è cercato di realizzare un modello di presa in carico globale del malato oncologico (modello simultaneous care), attraverso un approccio multidisciplinare, che vede coinvolti medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, volontari, fisioterapisti, che garantiscono anche una continuità dell’assistenza nel passaggio dall’ospedale al territorio.

Rifacendosi a ciò che aveva poco prima illustrato Fra Jesús Etayo, Vittorina Zagonel ha aggiunto «che la presa in carico del malato deve considerare la dimensione fisica, funzionale, psicologica, sociale, spirituale e familiare perché tutti questi aspetti della vita vengono messi in discussione quando insorge un cancro. Nell’ottica della missione dei Fatebenefratelli e di quanto San Giovanni di Dio proponeva, cioè tenere il malato al centro dell’interesse di quanti vivono e lavorano nell’Ospedale, nel Dipartimento di oncologia di recente è stata inserita anche la medicina estetica che offre attenzione e cura all’aspetto della persona, per permetterle di mantenere una vita famigliare e di relazione nonostante il tumore e le terapie.

«I tre anni di collaborazione», ha concluso Vittorina Zagonel, «sono stati importanti per capire quanto la Medicina Estetica può fare nel migliorare la qualità di vita dei malati e nell’entrare in un programma d’intervento globale al malato stesso. In alcuni settori la Medicina Estetica, da semplice supporto per valorizzare l’immagine della persona, è diventata un vero intervento terapeutico per la prevenzione e la cura di alcuni effetti indesiderati delle terapie immunologiche che danno tossicità cutanea e della radioterapia».

Carlo Zannella, segretario generale dell’Accademia Italiana di Medicina Estetica, ha ricordato che «questa è un’associazione dei diplomati della Scuola Internazionale di Medicina Estetica, e che - come ama dire il prof. Bartoletti - rappresenta la “task force” della Scuola sul campo regionale. Infatti gli scopi dell’Accademia sono: 1) tenere professionalmente aggiornati i colleghi iscritti con corsi nazionali e forum regionali; 2) preparare, con la supervisione della direzione della Scuola, eventuali colleghi che possano essere inseriti nelle fila dei docenti della Scuola stessa o come tutor, relatori e correlatori di tesi; 3) rappresentare una fitta rete di medici altamente qualificati ai quali poter inviare pazienti che cambiano residenza o addirittura pazienti che si recano presso il servizio ambulatoriale di Medicina Estetica di Roma, ma provenienti da altre regioni d’Italia; 4) organizzare servizi di consulenza per gli iscritti.

«Come tutti noi impariamo spesso a nostre spese» ha concluso il Dottor Zannella, «i medici non nascono per lavorare insieme. L’individualismo e la scarsa comunicazione dei medici sono spesso causa di mal servizio per il paziente, quindi nell’ottica dell’ottimizzazione del servizio, della “customer satisfaction” e della bioetica, sempre più presente nel nostro lavoro, l’Accademia si impegnerà a migliorare queste qualità dei medici e dà il benvenuto a tutti i neo diplomati».

Carlo Alberto Bartoletti, Direttore della Scuola Internazionale di Medicina Estetica, dopo aver ripercorso i diciotto anni di vita della Scuola Internazionale di Medicina Estetica, ha evidenziato che «la Scuola ha aperto al pubblico dal 1994 il Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica, presso l’Ospedale Generale San Giovanni Calibita-Fatebenefratelli all’Isola Tiberina di Roma. Questo è il primo ed unico esperimento a tutt’oggi di ambulatori ospedalieri di Medicina Estetica, al quale nel 1999 la Fondazione ha aggiunto una nuova sede a Milano, presso l’Istituto Italiano di Medicina Estetica. Dal 2005, è operativa una nuova sede presso la Casa di Cura Villa Serena di Catanzaro.

«Nei suoi ambulatori ospedalieri di Medicina Estetica la Scuola propone innanzitutto un check-up medico-estetico generale per la valutazione dello stato di salute. Questo check-up prevede, indipendentemente dal tipo di richiesta, una fase anamnestica ed un esame obiettivo tradizionali e mirati alla domanda e quindi una serie di valutazioni morfologico-strumentali (valutazione psicologica, valutazione morfo-antropometrica, valutazione posturale, valutazione angiologica, valutazione della capacità fisica, valutazione ecografica dell’ipoderma, valutazione cutanea), per formulare una diagnosi, un programma preventivo generale, un programma correttivo distrettuale, legato alla domanda.

«Nate per essere sede di tirocinio pratico per i medici iscritti alla Scuola, queste strutture ospedaliere hanno una duplice finalità: essere appunto sede di tirocinio pratico per i medici iscritti alla Scuola e per i diplomati ed al contempo offrire ad un più largo strato sociale di popolazione, con tariffe “ospedaliere” e quindi ridotte (medicina sociale per richiesta della collettività - ndr), l’opportunità di usufruire di una medicina essenzialmente preventiva che si rivolge a chi vive con disagio la propria viva per un inestetismo mal accettato. è una medicina per la qualità della vita. Per la salute non come assenza di malattia ma come espressione di benessere psicologico, fisico e sociale. Con i suoi programmi preventivi e correttivi questa medicina si occupa della ricostruzione dell’equilibrio psicofisico individuale. Nella fase preventiva gli operatori insegnano come “conoscere” e “accettare” le strutture fisiche ereditate per proteggerle e gestirle secondo un programma personalizzato di igiene di vita: alimentare, fisica, psicologica e cosmetologica. Nella fase correttiva il programma si avvale esclusivamente di metodologie e tecniche ufficiali: mediche, fisiochinesiterapiche, termali e cosmetiche».

Infine, il professor Carlo Alberto Bartoletti, Direttore Scientifico del Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica dell’Ospedale, ha fornito alcuni dati statistici: «In tredici anni di attività ospedaliera di Medicina Estetica, sono state effettuate più di 220.000 prestazioni, in una popolazione rappresentata al 98% dal sesso femminile, con una fascia di età che oscilla prevalentemente dai 40 ai 70 anni. Come categorie sociali, l’80% delle presenze è rappresentato da impiegate, casalinghe e pensionate. La Scuola ha inoltre in programma l’apertura di altre sedi ambulatoriali ospedaliere sul territorio nazionale per una più agevole didattica dei discenti».

La cerimonia si è conclusa con la consegna dei diplomi ai discenti che hanno completato con successo la Scuola e del Corso per Operatori del Benessere in Scienze Umane e Medicina Estetica.


I Diplomati Medici della Scuola Internazionale di Medicina Estetica - FIF
Anno Accademico 2006/2007

Armentano Giuseppe, Rossano (Cosenza)
Barone Debora, Rizziconi (Reggio Calabria)
Beatini Annalisa, Sarzana (La Spezia) con lode
Betts Christine Margaret, Bologna con lode
Bonora Franco, Bernalda (Matera)
Borgognoni Franco, Rimini
Bray Giuseppe, Corigliano d'Otranto (Lecce)
Buraschi Giuseppe, Cesta (Ferrara)
Colaprice Linda, Ruvo di Puglia (Bari)
Costantini Massimo, Fano (Pesaro e Urbino) con lode
D'alesio Nicla, Martinsicuro (Teramo) con lode
D'Oppido Antonio, Ladispoli (Roma)
Di Marino Carmen, Castellamare di Stabia (Napoli)
Di Stefano Annalisa, Roma
Fanci Anna Maria, Lanciano (Chieti) con lode
Fossa Anna, Piedimonte Matese (Caserta)
Giancola Maurizia, Roma
Grasso Filomena, Napoli
La Rosa Alessandra, Catania
Loffredi Franco, Castro del Volsci (Frosinone)
Manfredi Rosina, Roma
Martella Antonio, Svizzera con lode
Martelli Maria, Paternò (Catania)
Melchior Cinzia, Latina con lode
Messina Giovanni, Acerra (Napoli) con lode
Messina Paola Maria, Napoli
Mezzoli Andrea, Bologna con lode
Miccoli Assunta, Marina di Ginosa (Taranto)
Montecchi Francesca, Roma con lode
Montieri Rosario, Napoli
Paladini Giuseppe, Policoro (Matera) con lode
Palermo Agnese Rosaria, Lucera (Foggia)
Papandrea Marco, Roma
Pazzi Adele, Villanova (Ferrara) con lode
Pillera Alfredo, Randazzo (Catania)
Pinelli Ada, Genova con lode
Pizza Maria, Napoli
Poidomani Alessandro, Modica (Ragusa)
Renzullo Michele, Manfredonia (Foggia)
Ricciardi Elena, Roma
Robustelli Umberto, Sarno (Salerno)
Rossi Nicola, Mottola (Taranto)
Savina Armando, Roma
Schilirò Gabriella, Vittoria (Ragusa)
Soldo Anna Rita, Roma
Tammaro Antonella, Roma con lode
Testa Maria Antonietta, Piedimonte Matese (Caserta)
Topi Cristina, Latina con lode
Vacca Stefano, Pabillonis (Cagliari) con lode
Verrelli Angelo, Segni (Roma) con lode
Villanova Franco, Conegliano (Treviso)
Zappa Giacomo, Genova


I Diplomati Operatori del Benessere della Scuola Internazionale di Medicina Estetica - FIF
Anno Accademico 2006/2007

Cacchiani Brunetto, Pergine Vadarno (Arezzo) con lode
Cestola Lorella, Morrovalle Scalo
Costa Cinzia, Genova
Coviello Gina, Agropoli (Salerno)
Cucci Gabriella, Foggia con lode
Geoffroy Michelle, Parigi
Gizzi Monica, Roma con lode
Tuttolomondo Roberta, Agrigento con lode


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