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Oltre 1600 congressisti hanno seguito più di 250 relazioni e presentazioni nell'arco delle tre giornate dei lavori
Il XXIII Congresso Nazionale della Sime - Società Italiana di Medicina Estetica - si è tenuto anche quest’anno a Roma, dal 22 al 24 marzo 2002 presso il Centro Congressi dell’Hotel Ergife. Con una formula che ha trovato ottima accoglienza tra i congressisti, la manifestazione ha ruotato intorno ad una parte didattico-formativa monotematica e ad una serie di letture magistrali. Il tema prescelto riguardava il rapporto interdisciplinare tra la Medicina Estetica e la Chirurgia Plastica Estetica.
Medicina Estetica e Chirurgia Plastica
Con la Società di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre), la Sime ha stilato un percorso formativo su strategie, metodologie e tecniche di Medicina Estetica in funzione dei più importanti interventi di Chirurgia Plastica Estetica. La Sime e la Sicpre hanno confermato in questa occasione, ancora una volta, l’importanza di questo raro gemellaggio culturale, instauratosi nel tempo in Italia tra le due Società Scientifiche per l’ottimizzazione di una collaborazione necessaria, anzi indispensabile. La Medicina Estetica, per il suo aspetto educativo, permette di gestire al meglio il risultato medico-chirurgico permettendone una durata prolungata.
Un classico esempio è la lipoaspirazione: il risultato chirurgico è definitivo solo se il peso viene mantenuto nel tempo ed è soggetto a miglioramento se nel periodo post-operatorio la paziente si sottopone ad una regolare attività fisica di mantenimento. Inoltre, la Medicina Estetica può aiutare a prevenire e migliorare tutta una serie di complicanze circolatorie venose e linfatiche che possono presentarsi dopo un intervento di lipoaspirazione agli arti inferiori soprattutto in soggetti predisposti. Bisogna sempre considerare che i pazienti che si rivolgono al chirurgo plastico sono pazienti sani che si sottopongono ad un intervento chirurgico -quindi aggressivo- esclusivamente per migliorare il proprio aspetto. "Credo quindi che sia un dovere morale oltre che etico", ha sottolineato Carlo Alberto Bartoletti, "mettere in pratica tutti gli accorgimenti e le metodiche che contribuiscono ad ottenere un risultato che sia il migliore e il più duraturo".
Com'è cambiata l'Italia della Medicina Estetica?
A rispondere a questa domanda è stata la stessa clientela. La Sime, infatti, ha messo a confronto i dati relativi ai primi otto anni di lavoro dell'ambulatorio di Medicina Estetica dell’Ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina a Roma, cui vanno ad aggiungersi quelli dei primi tre anni dell'ambulatorio dell'Istituto Internazionale di Medicina Estetica (IME) dalla FIF aperto nel capoluogo lombardo e, ultimo, quello delle Terme di Castrocaro. Poco meno di trentamila cartelle cliniche la cui elaborazione offre uno spaccato aggiornatissimo di un mondo in continua evoluzione e che segue la prima raccolta di dati effettuata nel 1995 e quella dell'anno scorso.
Dati che per un certo verso hanno confermato i trend degli anni passati -non è certo cambiato con cadenza annuale il mercato!- ma che, ad un'attenta analisi, hanno offerto informazioni "che in qualche caso", ha commentato il Prof. Carlo Alberto Bartoletti nel corso della conferenza stampa di presentazione del Congresso, "sono assai preoccupanti". E riguardano, in primis, proprio le fasce più giovani della popolazione, perché sono cambiati i motivi della visita e le richieste avanzate al medico di Medicina Estetica dai clienti più "verdi".
Le novità
Molte, anche quest’anno, sono state le novità al vaglio della Medicina Estetica per una corretta validazione scientifica. Dai filler a lunga durata all'ottimizzazione dei peeling, dalle maschere anti-acne all'uso combinato di microdermoabrasione e laser. Particolarmente interessante la presentazione dei risultati cui sono giunti il Prof. Nicolò Scuderi, Direttore della Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica dell'Università "La Sapienza" di Roma e Presidente dell'Espras (European Societies of Plastic, Reconstructive and Aesthetic Surgery) e il Prof. Brian Kinney, Assistant Clinical Professor of Plastic Surgery, University of Southern California, Los Angeles (USA) per quanto riguarda il lifting senza bisturi sulle zone del seno e del décolletè attraverso l'uso della tecnica francese elaborata dalla LPG systems, in particolare con le apparecchiature Lift6 e CelluM6. A promettere questo tipo di "ritocco" indolore è una macchina, guidata da un computer, in grado di realizzare un "massaggio plastico" su viso e seno "compattando e tirando su" i tessuti anche in maniera sostanziale.
"Ovviamente", ha sottolineato Scuderi nella sua presentazione dei risultati con l'americano Brian Kinney, "con questo sistema è possibile sostituire il bisturi solo in casi in cui non ci sono gravi problemi: per ridurre rughe di espressione, impoverimento della pelle, segni da stress. Condizioni che possono essere riscontrate nelle fumatrici accanite anche in giovane età o in quelle donne che seguono "cattivi" stili di vita, a partire dall'alimentazione".
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